(di Dario Villasanta)

Le emozioni vanno lasciate sedimentare. Da quel che rimane sul fondo, si capiscono le uniche cose importanti, quelle che rimangono. La verità che non sapete è che #paurasottolapelle a me non è mai piaciuta. Due anni fa, dopo averla pensata con Giusy Giulianini e discussa con Giovanni Modica e Mundadori, decisi che non mi appassionava e che volevo fare altro.

Quest’anno sono stato coinvolto mio malgrado per i rapporti media/stampa e, devo dire, mi sono anche divertito nel mio lavoro. L’inaspettato era che l’evento mi appassionasse, come è invece successo.

Non sono di primo pelo nell’editoria, ma pur sempre un parvenu sia come scrittore che in altri ruoli, e l’aver trovato così tanto sapere riunito in un solo posto, in una sola grande occasione tenuta in piedi dall’alto livello di discussione che è stato, e che Giusy sa garantire sempre e comunque, mi ha affascinato. Ora vorrei rifarlo, ma ancora non lo so.

Posso dirvi però cos’ha significato cercare di trasmettere a tutta Italia il messaggio che si voleva far passare, cioè che non era una sfilata di nomi, una collezione di figurine tanto per fare rumore, fine a sé stessa: voleva essere ed è stata una due giorni di lavori tra professionisti e semplici appassionati, con qualità di contenuti altissima.

L’avete capito tutti, voi che c’eravate, a qualsiasi titolo.

È stato invece difficile, se non impossibile, farlo capire a Bologna, intesa come istituzione, e ai bolognesi. Noi siamo riusciti nell’intento di incuriosire gente arrivata da tutta Italia, nonostante qualcuno pensasse fosse solo un evento locale (vero Mariano?), perché allora il bolognese no? Molte le ipotesi, compreso il poco tempo a mia disposizione, ma non ci bastano.

Quello che è riuscito lo sapete già, è evidente a tutti: si può fare cultura ‘alta’ divertendo e divertendosi, travalicando le meschine separazioni tra ‘orticelli’ letterari che dividono molti di noi, e che non fanno bene a nessuno, e mettendosi tutti alla pari lasciando da parte i protagonismi. Quando gente in gamba si mette insieme per far qualcosa di buono, il resto non conta più. Inoltre si può – e si deve – coinvolgere il popolo dei giovani: è bastato poco per interessarne molti, e ancora di più – mi è testimone la radio, esperimento poco consono per la letteratura – se ne potrebbero attirare, serve solo che una voce con il loro alfabeto gli trasmetta il messaggio giusto che tutti noi, mi perdonerete, non sappiamo veicolare adeguatamente per meri motivi generazionali.

C’è poi una questione antipatica che va oltre le presenze numeriche: alcuni blog/siti/testate/persone ci hanno volutamente ignorati adducendo di aver di meglio da fare, il che non mi è noto, ma se lo dicono loro va bene lo stesso, sintomo delle spocchiette che ancora minano la cultura vera di chi – e ce lo è stato detto chiaramente – “vengo solo se mi chiami come ospite”. Voi capirete che ci siamo messi a ridere, soprattutto se vi dicessi i nomi di questi ‘fenomeni’ locali che magari si ritengono più importanti di Caprara, o Stivaletti, o Varesi e, comunque, di ognuno di voi.

Questione antipatica numero due: abbiamo dimostrato, e devo dire purtroppo, che molti semplici appassionati riescono a fare più e meglio di troppi cosiddetti ‘professionisti’, quelli che organizzano eventi premi ecc., ma alla prova dei fatti sfruttano soltanto il lavoro di chi si mette in gioco per passione. Credo sia un tema su cui dovremmo riflettere tutti,  dato che sì detti ‘professionisti’ poi usano questi eventi per fare ‘marchette’ da cui ricavare onori e denari alla faccia di chi lavora davvero, pertanto vogliate prendere in considerazione di smetterla una buona volta di ‘fare moine’ a questo o quel cialtrone solo perché ti regala un premio letterario, o ti liscia il pelo. Risparmiamo i sorrisi da Facebook per le persone che valgono davvero, e magari paghiamole anche. Che tanto, guardate, non vendete una copia in più in questo modo, ve lo garantisco.

Ultima, ma non per importanza, è la conclusione amara con cui dovremo fare i conti già da ora noi dello staff: Bologna.

Innanzitutto diverse persone anche abbiamo coinvolto in iniziative ci hanno scopiazzato senza vergogna da due anni, a destra e a manca, il che va certamente a nostro onore, ma con una differenza: noi siamo noi, e cambiamo sempre, perciò a meno di fare un passo avanti, cari ‘amici’ e colleghi, sarete sempre indietro. Mi sale sulla lingua la presuntuosa citazione del marchese Del Grillo, che credo conosciate a memoria: “Io so’ io, e voi…(lo sapete già!)”

Né l’istituzione né i bolognesi poi, si sono interessati a una rassegna che sapete voi che cos’è stata. La stampa bolognese è assente da sempre, se non per la sagra del tortellino fritto al puzzone di moena, o per raccontare la lite condominiale della vicina di casa della zia dell’assessore. Qualcuno aveva, credo, da preparare (!) l’uscita dell’ultimo libro del cugino dell’amico del barista di sua sorella, o cose così. Lavoro titanico, come non rendersene conto?

Per quanto mi riguarda, tutti costoro possono continuare così come stanno facendo, il problema non è nostro. Per i bolognesi invece, ormai abituati al mangereccio-bevereccio della loro città, resa cartolina da fast food, la domanda stavolta è seria: se lo meritano? Io credo di no, ma pochi di loro potranno dire ‘io c’ero’ com’e invece stato per noi. Peccato, la storia di Bologna meriterebbe molto di più. E resta l’amarezza di chi, bolognese da generazioni, ha voluto fortemente fare qualcosa di importante per la propria città.

Io chiudo qui i battenti, mi ritiro in un riposo dovuto e meritato e lascio che altre emozioni, quelle più mie, finiscano di sedimentare. Per alcune ci vuole più tempo delle altre, e sono quelle che faranno il futuro.

Intanto, posso dire che è stato un privilegio lavorare con voi.

Buona #paura a tutti, ovunque voi siate.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.